martedì 11 ottobre 2016

Devozione a Maria: preziosa eredità del popolo ungherese e dell’Europa – omelia del Card. Comastri


 
S. Messa celebrata dal Card. Comastri
(foto: Klára Várhelyi)

In occasione della festa della Magna Domina Hungarorum, patrona dell’Ungheria e della omonima cappella delle Grotte Vaticane, sabato 8 ottobre 2016 il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica Papale di San Pietro ha presieduto la S. Messa all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.

Hanno concelebrato Mons. Lajos Pápai, vescovo emerito di Győr e i sacerdoti ungheresi di Roma. Il Coro Santa Cecilia di Kolozsvár ha accompagnato la liturgia con la Missa tertia di György Orbán, nonché con canti mariani ungheresi. Al termine della celebrazione i partecipanti hanno reso omaggio alla Madonna nella cappella ungherese.

 
Il Coro Santa Cecilia di Kolozsvár nella Cappella Ungherese in Vaticano
(foto: Klára Várhelyi)

Pubblichiamo il testo dell’omelia del Cardinale Angelo Comastri.

 

* * *

1) Entrando nella Cappella Ungherese, che è un gioiello all'interno delle Grotte Vaticane, lo sguardo viene immediatamente attratto da una grande statua bronzea che riproduce Santo Stefano, Re di Ungheria e fondatore dello Stato ungherese.

Il Santo Re viene riprodotto in un gesto significativo, che sintetizza tutta la sua vita di credente: il Re infatti tiene in mano la corona regale, che è simbolo della nazione ungherese, e la presenta a Maria, affinché Maria la difenda, la custodisca e la protegga.

E, nello sguardo del Re Stefano si intravede la fiducia, l'umiltà e anche la certezza che Maria vorrà accogliere il suo gesto di filiale devozione.

Questo gesto del Re Stefano ha segnato profondamente la storia del caro popolo ungherese e l'ha indirizzato verso Cristo attraverso Maria.

E noi possiamo con sicurezza affermare che, nella gloriosa e spesso sofferta storia dell'Ungheria, è impressa la risposta puntuale e fedele della Madonna al gesto compiuto dal Santo Re agli albori del secondo millennio cristiano.

E, per questo, l'Ungheria è chiamata "Terra di Maria". E il legame mariano addirittura, fino al 1848, era impresso nello stesso Inno nazionale che, in realtà, era un Inno a Maria. Fatto davvero commovente e singolare.

2) Chiediamoci: perché Santo Stefano è stato devoto della Madonna, seguendo l'esempio dei santi che si sono tutti affidati a Maria fino a San Giovanni Paolo II e fino a Santa Teresa di Calcutta? Perché?

La risposta sta nel Vangelo, che registra una precisa e irrevocabile decisione di Dio.

Eccola. L'umanità si è allontanata da Dio, ma Dio non si è allontanato dall'umanità; l'umanità non si è fidata di Dio, ma Dio continua ad avere fiducia nell'umanità: l'umanità ha tradito Dio, ma Dio non tradisce l'umanità.

Ecco perché Dio è arrivato a prendere una decisione che noi Gli avremmo sicuramente sconsigliato.

Dio ha mandato il Suo Figlio dentro la nostra storia diventata cattiva e ribelle per dare inizio ad una nuova storia: la storia della salvezza, la storia dell'umanità liberata dal peccato; storia che è ancora in svolgimento (e, per questo, noi siamo qui raccolti in preghiera).

Ma - attenti bene! - nel momento in cui il Figlio di Dio è entrato dentro la nostra storia e dentro la nostra famiglia umana, Egli ha bussato alla porta della libertà di Maria: le ha chiesto ospitalità e nel grembo verginale di Maria, il Figlio di Dio si è fatto uomo.

Da quel momento, Maria è coinvolta nella storia del recupero dell'umanità e la sua presenza è facilmente individuabile in tanti interventi che traducono la sua materna sollecitudine.

Santo Stefano aveva il cuore aperto al Vangelo, aveva lo sguardo limpido per vedere gli orientamenti di Dio: per questo accolse docilmente e fiduciosamente la presenza di Maria e volle affidare a lei la nascente nazione ungherese.

E il popolo ungherese è stato fedele al gesto di Santo Stefano: infatti oltre 130 Santuari mariani in terra ungherese raccontano la devozione del popolo alla Madonna e i pellegrinaggi testimoniano il fervore e la sincerità di questa devozione.

 

3) Approfondiamo ancora. Accostiamoci alla radice della devozione mariana per far emergere tutta la saggezza del gesto di Santo Stefano e la coerenza con il santo Vangelo.

L'evangelista Giovanni riferisce che a Cana di Galilea, Gesù compì il primo miracolo con il quale manifestò ai discepoli la Sua identità divina.

Ebbene, questo primo miracolo avvenne per la preghiera umile e fiduciosa di Maria. Fu lei a vedere il bisogno degli sposi, fu lei a presentarlo a Gesù, fu lei a suggerire ai servi: "Fate quello che Gesù vi dirà".

Santo Stefano, assiduo frequentatore del Vangelo, conosceva bene questa meravigliosa interferenza mariana e ne trasse una logica conseguenza: cioè l'affidamento a Maria di tutta la Nazione ungherese.

Non solo. Gesù, mentre sulla Croce si lasciava aggredire dalla cattiveria umana e rispondeva con la potenza divina dell'amore e del perdono, in quel momento rivolse a Maria parole tanto impegnative.

Indicando Giovanni, che rappresentava la Chiesa e l'intera umanità, Gesù disse a Maria: "Donna, ecco tuo figlio!". Ciò vuol dire: "Maria pensa a lui, aiutalo a fidarsi di me, aiutalo a credere che la cattiveria si vince con la bontà, aiutalo ad accogliere senza paura il comandamento dell'amore, con cui è possibile smorzare e vincere l'odio che fa deviare gli uomini dalla via di Dio".

In queste parole di Gesù, Santo Stefano certamente trovò valido e indiscutibile sostegno per la sua devozione mariana: una devozione che ha trasmesso al popolo ungherese come preziosa eredità.

Concludo, allora, con un augurio. L'Europa è stata veramente unita soltanto quando era tutta profondamente cristiana.

Ritorni la fede cristiana a circolare nelle vene dell'Europa, insieme alla irrinunciabile devozione a Maria: e così spunterà una nuova stagione di pace sicura e di fraternità sincera: soltanto la Madre infatti ha il potere di riunire e di pacificare il cuore dei suoi figli.

Mi piace anche ricordare che il colore azzurro della bandiera europea (con le dodici stelle) contiene un chiaro riferimento a Maria: l'ha dichiarato Arsène Heitz autore del bozzetto della bandiera.

Mentre il vento accarezza la bandiera europea esposta in tutte le nazioni d'Europa, Maria, tanto amata dal Santo Re Stefano, accarezzi i cuori degli europei e li riporti al fervore del primo incontro con il cristianesimo.

Così sia per intercessione di Maria!

Celebrazione all'Altare della Cattedra
(foto: Klára Várhelyi)

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